Agisci per il cambiamento

Qui sotto trovi tutti i passi da compiere per realizzare un percorso di apprendimento e cittadinanza globale attiva sui temi e problemi del mondo, con tanti consigli e strumenti per aiutarti passo dopo passo nella realizzazione.

1. Scegli un tema su cui lavorare

La scelta del tema su cui lavorare è estremamente importante per il successo di un percorso didattico e dovrebbe avvenire consultandosi con gli studenti per fare esprimere le loro opinioni sulle problematiche globali che ritengono più rilevanti.

Un buon tema sul quale lavorare dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

  • G-locale: che riguardi e metta in connessione sistemi, strutture e problematiche sia locali che internazionali (es. Il cambiamento climatico).
  • Concreto: dovrebbe essere il meno astratto possibile e facilmente collegabile alla realtà (es. la qualità dell’aria, i rifiuti), sul quale cioè si possa dare, ognuno nel proprio piccolo, un contributo positivo
  • Interdisciplinare: che possa essere analizzato e discusso (come la realtà) all’interno di più discipline
  • Controverso: che si presti a essere guardato da punti di vista diversi, anche opposti
  • Inclusivo: che permetta di raccogliere anche il punto di vista dei Paesi del Sud del mondo
  • Condiviso: che sia sentito come qualcosa che ci riguarda, quindi anche semplice da comprendere e non troppo tecnico
  • Politico: che permetta di discutere e/o esercitare questioni e scelte legate alla giustizia sociale, alla responsabilità individuale e collettiva (pace, diritti, sostenibilità).
  • Documentato: sul quale esista del materiale di informazione di impatto e adatto ai diversi livelli di comprensione

Pianifica una unità di apprendimento sulla cittadinanza mondiale, che includa tre livelli di obiettivi:

  • Informare: portare a conoscenza di fatti, dati e opinioni su temi di interesse generale;
  • Sensibilizzare: alimentare il senso di appartenenza a una comunità che condivide dei beni/problemi comuni;
  • Mobilitare: favorire l’attivazione di processi di cooperazione e cittadinanza attiva.

La redazione dell’unità di apprendimento su un tema globale ha alcune caratteristiche che dovrebbero essere tenute in considerazione nella scelta dei contenuti e delle attività previste per la sua implementazione:

  • Partecipazione: mettere al centro di tutto lo studente, che deve essere protagonista attivo del percorso di apprendimento e crescita
  • Decentramento: valorizzare la differenza tra le culture e i popoli, dando voce a più punti di vista diversi rispetto alle questioni affrontate
  • Interdipendenza: mettere in luce alcune connessioni tra locale e globale, tra grandi problemi internazionali e piccole azioni quotidiane
  • Cooperazione: promuovere la relazione tra persone e tra territori, per instaurare rapporti di cooperazione e di scambio interculturale
  • Cambiamento: condividere idee e strumenti per l’azione individuale e collettiva, economica e politica
  • Creatività: usare strumenti, saperi e metodi di diverso genere, spaziando dalla carta al web, dall’induzione alla deduzione, dalla teoria alla pratica…
2. Attiva la classe su un tema globale

Bisogna a questo punto individuare delle attività adatte a esercitare concretamente gli apprendimenti, tradurre le conoscenze in una azione realizzabile dalla classe come esercitazione di cittadinanza attiva (allestimento di una mostra, di un evento, di un laboratorio, di uno spazio della scuola…) . Per farlo è importante che l’insegnante abbia avuto cura di discutere regolarmente con gli studenti le implicazione del tema nella vita quotidiana, non solo della classe ma anche della scuola, delle famiglie e del quartiere.

La scelta dell’azione da realizzare dovrebbe tenere conto di alcune condizioni di buona riuscita:

  • Intervenire su qualcosa che gli studenti identificano come problema concreto della loro vita e sui quali si sentono di poter agire
  • Essere fattibile, non troppo grande, non troppo complessa
  • Non essere troppo lungo nel tempo, gli studenti potrebbero perdere interesse o essere demotivati dal non vedere immediatamente i risultati del loro lavoro
  • Appagante per tutti, bella sia per chi la realizza sia per chi partecipa
  • Che dia a tutti un ruolo e che preveda ruoli diversi e diversi livelli di complessità ed intensità
  • Che dia un risultato concreto, visibile e fruibile da tutti gli studenti che hanno contribuito
  • Che preveda, a livelli diversi (e dipendenti dalla volontà e disponibilità di ognuno) l’impegno degli studenti al di fuori dell’orario scolastico.
  • Di cui siano facilmente comunicabili i benefici per gli altri (altre classi, famiglie...)
  • Che preveda di interagire con il territorio circostante
  • Che richieda il contributo volontario di membri della comunità (genitori, altri studenti, altri insegnanti…)
3. Organizza un progetto di volontariato

Una sola attività e ancor più un insieme di attività si possono (e devono) vedere come un progetto, che per essere tale deve avere una struttura che comprenda:

  • Obiettivi: cosa vogliamo cambiare nel contesto di azione, cosa resta dopo la fine?
  • Destinatari: a chi ci vogliamo rivolgere e chi vogliamo coinvolgere?
  • Quali sotto-attività sono necessarie e quali sono indispensabili?
  • Quali sono i tempi di realizzazione?
  • Che risorse servono (spazi, attrezzature, persone…)?
  • Quali ruoli sono necessari (organizzazione, comunicazione…)?
  • Quali partnership potrebbero aiutare nella buona riuscita del progetto (associazione genitori, associazioni del quartiere, istituzioni locali)?
  • Che cosa potrebbe andare storto e cosa possiamo fare per prevenire i rischi?

Tutte queste informazioni possono essere raccolte in una scheda di presentazione del progetto (o dell’attività) verso l’esterno.

Un’azione di cittadinanza attiva presuppone la disponibilità dei promotori a mettere a disposizione il proprio tempo in modo volontario. La scuola di per sé è il luogo opposto al volontariato (per gli studenti la scuola è innanzitutto un obbligo) tuttavia si presta a mettere in gioco risorse volontarie, sia in termini di tempo (durante l’intervallo, durante le ore buche, fuori dall’orario scolastico ecc.) sia di competenze (cose che so fare al di fuori del programma scolastico: disegnare, suonare, scrivere, montare video ecc.). Queste risorse possono essere identificate e attivate a supporto del progetto.

Identificare le risorse necessarie alla realizzazione di un progetto, per piccolo che sia, comporta innanzitutto identificare dei ruoli. Quelli che non possono mancare, in generale, sono:

  • Capo progetto: chi ha la visione totale delle cose da fare, organizza il lavoro degli altri, tiene il controllo dell’agenda di lavoro (chi fa cosa, entro quando), monitora le situazioni critiche e pensa alle contromisure
  • Economo: chi quantifica i costi delle attività, calcola i preventivi, gestisce gli acquisti o le forniture
  • Segretario: chi facilita la comunicazione, archivia le informazioni e
  • Redattore: chi scrive i contenuti (dalla presentazione del progetto a tutti i contenuti previsti dalle attività, per esempio la scrittura dei testi di una mostra)
  • PR: chi tiene i rapporti e fa circolare la comunicazione verso l’interno (studenti, docenti, personale scolastico ecc.) e verso l’esterno (famiglie, associazione genitori, associazioni di quartiere, istituzioni locali ecc.)
  • Altro: qui vanno tutte le cose da fare che dipendono dal progetto che si è scelto, per esempio se il progetto prevede la realizzazione di una festa sarà necessario dividersi il lavoro di accoglienza degli ospiti, allestimento degli spazi, animazione delle attività ecc.

Per tutti i ruoli è necessario il supporto e la supervisione da parte dell’insegnante, che probabilmente per ogni funzione dovrà occuparsi della revisione finale. Ma è importante che ogni alunno si veda coinvolto e valorizzato nel proprio ruolo, che sia visibile il proprio contributo (anche solo come input iniziale) e che, soprattutto, alla fine sia gratificato dal risultato ottenuto. Per questo è meglio fare una piccola attività fatta bene piuttosto che un progetto ambizioso realizzato solo in parte.

4. Coinvolgi la scuola e il quartiere

Il processo di coinvolgimento attivo è un percorso condiviso che porta valore all'intera comunità. Bisogna avere capacità di ascolto e conoscere il pubblico di riferimento, costruire una rete con i soggetti più idonei, con cui scegliere gli strumenti migliori per un coinvolgimento attivo. Le parole chiave qui sono: partecipazione e creatività. Soggetti “esterni” alla classe possono dare un grosso contributo alla buona realizzazione, soprattutto quando la classe si rivolge alla propria comunità di riferimento (es. associazione genitori) e alle realtà civiche del proprio quartiere. Porsi qualche domanda può essere utile per individuare queste realtà locali, principalmente istituzioni locali e organizzazioni del terzo settore, che possono diventare alleati del vostro progetto:

  • A chi ci rivolgiamo? Ci sono soggetti/istituzioni extra scolastici che possiamo attivare?
  • Qual è la rete locale che può supportare l’iniziativa?
  • Quali strumenti possiamo utilizzare per coinvolgere la nostra comunità? Per far parlare di noi?

Su questo ultimo punto è bene cercare di essere creativi e originali, organizzando per esempio: laboratori di produzione radiofonica, giochi urbani, messa in scena di racconti, laboratori creativi, performance di arte pubblica, flash mob, diventare influencer per un giorno...

A questo punto si può produrre un documento di progetto definitivo, che metta in luce non solo l’azione in sé ma anche le risorse volontarie e comunitarie che si stanno mobilitando per realizzarlo.

5. Realizza una campagna di crowdfunding

Le iniziative scolastiche “extra” sono spesso realizzate grazie all’autofinanziamento, in soldi o in beni, dati dalle famiglie e degli insegnanti. Senza di queste nessuna azione può pensare di essere relizzata. Tuttavia in alcuni casi ci sono sostenitori potenziali che non contribuiscono alla realizzazione perché non sono stati informati e coinvolti per tempo. Farlo permetterebbe di mobilitare maggiori risorse e maggiore partecipazione, permettendo anche a chi è “lontano” di dare il proprio contributo.  Uno strumento che permette di farlo è il crowdfunding applicato al contesto scolastico.

Il termine deriva dall’inglese crowd (folla) e funding (finanziamento). Nella sua forma più semplice si può esemplificare come la colletta che si faceva da piccoli per comprare il pallone: quancuno aveva l’idea e ci metteva i primi soldi, tutti gli altri contribuivano con quel che avevano e alla fine si comprava il pallone per giocare tutti insieme.  Il crowdfunding è quindi un processo di raccolta fondi che mira ad auto-sostenere progetti di persone, aziende, enti e organizzazioni, profit e non. Rappresenta un efficace strumento per realizzarli grazie alla mobilitazione di una comunitàreale” (i promotori innanzitutto) unita nella versione contemporanea alla partecipazione di una o più comunitàvirtuali”.

Il crowdfunding ha lo scopo di raccogliere denaro, ma più che una attività di fund raising si caratterizza come una campagna di comunicazione e partecipazioneGli aspetti da considerare prima di lanciare una campagna sono:

  1. Una chiara idea di progetto, la cui realizzazione e sviluppo possano interessare ad un pubblico sufficientemente ampio, che nel caso della comunità scolastica dovrebbe comprendere: gli studenti, i docenti e tutto il personale della scuola; le famiglie degli studenti e di tutti gli operatori scolastici; le associazioni e le istituzioni locali e infine possibilmente la comunità locale dell’area di riferimento (es. quartiere)
  2. Almeno un video, delle immagini, del testo che spieghino in modo chiaro e convincente il  progetto e non possono mancare delle “ricompense”.
  3. Una community già attiva a cui rivolgersi in prima battuta per promuovere la campagna attraverso vari canali (formali e informali, web e tradizionali)
  4. Un obiettivo economico compatibile con le disponibilità della propria comunità di riferimento

Per avviare una campagna di crowdfunding bisogna attrezzarsi a organizzare una vera a propria campagna di comunicazione, dedicando tempo alla costruzione di tutto quel che serve per raccontare bene il proprio progetto e gestire al meglio la comunicazione verso i propri sostenitori e partner. Importante è stabilire da subito un dialogo con chi può condividere il progetto, per coinvolgerlo e renderlo partecipe del cambiamento. Il crowdfunding si fa in tanti.

Gli elementi che non possono mancare sono:

  • presentazione dei promotori (chi siamo);
  • titolo e descrizione  dettagliata (una pagina), sintetica (10 righe) e supersintetica (140 caratteri); 
  • budget minimo e massimo (a seconda di come andrà la campagna di raccolta);
  • tempi adeguati di preparazione (almeno un mese) e di realizzazione della campagna (circa 40 giorni);
  • ricompense (quel che darai ai sostenitori in cambio del loro finanziamento); 
  • locandina di presentazione del progetto (preparata con una certa attenzione alla grafica e ai messaggi); 
  • video di presentazione del progetto (dove racconterai in breve chi sei, cosa vuoi fare e perché); 
  • piano di attività e comunicazione (quel che farai durante la campagna per attivare e mobilitare la tua comunità di sostenitori)
6. Valuta le competenze di cittadinanza

La valutazione delle competenze è una faccenda complessa e nel caso delle competenze di cittadinanza globale attiva ci sono alcuni elementi di maggior complessità che non possono mancare per poter fare una seria valutazione. Vediamoli insieme

Protagonismo

  • al centro di tutto sta il soggetto che apprende,  le sue caratteristiche e i suoi bisogni, la sua autonomia di opinione e la libertà di esprimersi nel proprio percorso di apprendimento
  • le competenze chiave da attivare sono l’autonomia critica, il senso di responsabilità, la capacità di prendere decisioni individuali e collettive e di agire in modo partecipato, anche in condizioni di incertezza

Diversità

  • comprendere e vedere le connessioni che esistono tra i grandi problemi che la comunità internazionale deve affrontare per un futuro umano e ecosostenibile
  • mettere in evidenza l’interdipendenza planetaria tra le persone, le culture, gli stati, le società, i Nord e i Sud del mondo, tra i fenomeni locali e quelli globali
  • ricercare la consapevolezza degli effetti globali sulle azioni locali e viceversa
  • stimolare una curiosità e un desiderio di sapere più ampi, rivolti alla complessità del mondo, per innescare una consapevolezza dell’esser cittadino del mondo, capace di una solidarietà empatica, rivolta a tutti coloro a cui vengono negati i diritti

Relazioni

  • per un apprendimento reciproco e per instaurare relazioni di cooperazione e scambio interculturale
  • interagisce con il territorio dal locale al globale e si propone di affrontare tematiche significative per lo sviluppo di relazioni più eque, sostenibili e interculturali tra territori diversi del pianeta
  • stimola i diversi attori del territorio (pubblici e privati) ad interagire e a costruire percorsi di partenariato e coprogettazione

Cambiamento

  • promuove riflessioni, azioni e comportamenti per la costruzione di una cittadinanza attiva estesa a tutto il pianet

Conoscenze

  • propone percorsi trasversali, interdisciplinari o pluridisciplinari
  • promuove contesti in cui siano valorizzati diversi saperi e competenze, assieme alla consapevolezza sui loro limiti.
  • si sviluppa intorno a “problemi” definiti e costruiti dai soggetti partecipanti e adeguati quindi alla loro età e interessi, attraverso metodologie cooperative e interattive
  • valorizza le diversità e le differenze (dei partecipanti, dei punti di vista sul problema) come una risorsa per ricercare soluzioni interculturali e ecosostenibili.

Politica

  • affinché siano basate sul rispetto dei diritti umani e quindi più giuste ed ecosostenibili
  • rappresenta un percorso di crescita sociale: si fonda su una accurata analisi del pregresso, identifica chiaramente l’innovazione apportata e si pone in un’ottica di sostenibilità a lungo termine
  • permette di esplicitare in modo chiaro ed inconfondibile la visione e il ruolo degli attori della società civile che lo promuovono
  • permette un processo inclusivo e sostiene le voci, le esperienze, le proposte dei cittadini dei Sud del Mondo
  • coinvolge le istituzioni (nazionali, locali, internazionali)
  • si rapporta con i media e utilizza nuove forme di comunicazione e linguaggi (ICT)

Nell'ambito del progetto Do you speak global abbiamo elaborato un modello di valutazione delle competenze di cittadinanza globale e una griglia di valutazione. Partendo dalle indicazioni Unesco, UE e MIUR abbiamo sviluppato 19 indicatori (7 cognitivi, 5 socio-affettivi e 7 comportamentali) che possono essere utilizzati per valutare le competenze di cittadinanza alla fine del primo ciclo ma anche l'efficacia e impatto di un singolo progetto di educazione alla cittadinanza globale. 

Qui sotto un'anteprima della guida all'uso del modello e della griglia di valutazione.

Anteprima Guida uso Modello valutazione competenze di cittadinanza

Anteprima Modello valutazione competenze cittadinanza

Sei un insegnante di secondaria di I grado?

Sperimenta la nostra griglia di valutazione. Partendo dalle indicazioni Unesco, UE e MIUR abbiamo sviluppato 19 indicatori (7 cognitivi, 5 socio-affettivi e 7 comportamentali).